Il nuovo orario è attivo da due mesi, ma i pendolari e gli enti locali hanno già pronte le loro richieste in vista della revisione prevista per giugno. Perché la soppressione delle fermate di Castellucchio, Marcaria e Bozzolo e il sistema del cadenzamento degli orari non hanno risolto i problemi della Milano-Mantova: nelle ultime tre settimane un treno su tre è arrivato in ritardo. Dei guai della linea hanno discusso ieri a Cremona, su invito del comitato InOrario, una cinquantina di pendolari e gli assessori ai trasporti del Comune e della Provincia di Cremona Francesco Zanibelli e Giovanni Leoni e della Provincia di Mantova Claudio Camocardi. In due ore di assemblea è stato fatto il quadro dei problemi della Milano-Mantova: comfort, riscaldamento e ovviamente puntualità. Il punto di partenza sta nei dati dei due mesi con il nuovo sistema. I ritardi non sono diminuiti e anche negli ultimi venti giorni il 30% dei treni non ha rispettato la tabella di marcia, con un 9% che ha sforato di oltre un quarto d'ora. «Dati alla mano, le novità non funzionano - conferma Camocardi - perciò abbiamo deciso di chiedere tutti insieme, senza divisioni tra Mantova e Cremona, che due delle tre fermate saltate, cioè Castellucchio e Bozzolo, vengano ripristinate almeno di prima mattina e alla sera per i pendolari. In cambio si possono abolire i treni-link che dai paesi vanno a Piadena: in assenza di puntualità, nessuno li prende. Tanto vale cancellarli, risparmiare denaro e recuperare le fermate». Sarebbe solo una parziale retromarcia rispetto alle novità di dicembre: resterebbero i due treni in più e Marcaria non verrebbe recuperata. Sarà l'assessore comunale di Cremona a mettere nero su bianco la proposta e a girarla alla Regione. Il tema sarà anticipato già mercoledì, quando al Pirellone è convocato il tavolo dei trasporti in vista della nuova legge. Nel frattempo Camocardi s'è impegnato a organizzare un incontro con i Comuni di Mantova, Castellucchio, Marcaria e Bozzolo, i consiglieri regionali e i pendolari.
domenica 27 febbraio 2011
I pendolari stroncano il nuovo orario
Il nuovo orario è attivo da due mesi, ma i pendolari e gli enti locali hanno già pronte le loro richieste in vista della revisione prevista per giugno. Perché la soppressione delle fermate di Castellucchio, Marcaria e Bozzolo e il sistema del cadenzamento degli orari non hanno risolto i problemi della Milano-Mantova: nelle ultime tre settimane un treno su tre è arrivato in ritardo. Dei guai della linea hanno discusso ieri a Cremona, su invito del comitato InOrario, una cinquantina di pendolari e gli assessori ai trasporti del Comune e della Provincia di Cremona Francesco Zanibelli e Giovanni Leoni e della Provincia di Mantova Claudio Camocardi. In due ore di assemblea è stato fatto il quadro dei problemi della Milano-Mantova: comfort, riscaldamento e ovviamente puntualità. Il punto di partenza sta nei dati dei due mesi con il nuovo sistema. I ritardi non sono diminuiti e anche negli ultimi venti giorni il 30% dei treni non ha rispettato la tabella di marcia, con un 9% che ha sforato di oltre un quarto d'ora. «Dati alla mano, le novità non funzionano - conferma Camocardi - perciò abbiamo deciso di chiedere tutti insieme, senza divisioni tra Mantova e Cremona, che due delle tre fermate saltate, cioè Castellucchio e Bozzolo, vengano ripristinate almeno di prima mattina e alla sera per i pendolari. In cambio si possono abolire i treni-link che dai paesi vanno a Piadena: in assenza di puntualità, nessuno li prende. Tanto vale cancellarli, risparmiare denaro e recuperare le fermate». Sarebbe solo una parziale retromarcia rispetto alle novità di dicembre: resterebbero i due treni in più e Marcaria non verrebbe recuperata. Sarà l'assessore comunale di Cremona a mettere nero su bianco la proposta e a girarla alla Regione. Il tema sarà anticipato già mercoledì, quando al Pirellone è convocato il tavolo dei trasporti in vista della nuova legge. Nel frattempo Camocardi s'è impegnato a organizzare un incontro con i Comuni di Mantova, Castellucchio, Marcaria e Bozzolo, i consiglieri regionali e i pendolari.
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