Il Comune perde il ricorso in Cassazione. La questione risale agli anni 80 quando il Comune espropriò d'urgenza i terreni del primo Pip Lombardia dell'omonima via. La famiglia Compagnoni si oppose e nacque una lunga querelle fino alla sentenza della corte d’appello del 2010. Dopo incontri coi ricorrenti, la giunta si sarebbe divisa tra chi insisteva per accordarsi per una transazione e chi riteneva invece troppo onerosa la quota a carico del Comune, che ha poi presentato ricorso in Cassazione. La famiglia ha presentato un ricorso incidentale ritenendo insufficiente il ristoro stabilito. Non si conosce per ora il dispositivo della suprema corte, ma a quanto trapela a Bozzolo è stato sicuramente rigettato il ricorso del Comune che sosteneva la parziale illegittimità della sentenza d’appello anche perché adeguava i prezzi di allora agli attuali. Nel 2010, dopo la condanna della corte di appello di Brescia, la cifra effettiva era già di 950mila euro, e il comune disponeva solo di un terzo della somma. In teoria potrebbe rivalersi su quanti hanno acquistato i lotti di terreno, ma diverse proprietà sono cambiate e alcuni hanno acquisto i lotti all'asta per realizzare i propri capannoni. Tra i beni immobili sarebbe pignorabile solo l'ex Asilo Bozzetti adibito a farmacia e Centro Medico ma bisognerebbe vedere la posizione della Corte dei Conti nel caso di una simile alienazione. Il debito che era già di 6.398.491 con questa aggiunta arriva a superare i 7.300.000€ cifra che è preludio al dissesto.
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