Passerà ancora qualche mese prima di conoscere il futuro dell’unità operativa di cardiorespiratoria di Bozzolo. Parola del direttore sanitario del Poma Pier Vincenzo Storti. «In questi giorni - spiega - si fa un gran parlare del destino del presidio, ma la realtà è che solo tra qualche mese verrà presa una decisione.
Sarà la Regione ad avere l’ultima parola, su proposta del Poma, che a sua volta agirà in collaborazione con l’Asl». Come a dire che il dibattito accesosi nell’ultimo periodo non tiene in considerazione un elemento fondamentale: le reali intenzioni del Pirellone. Che al momento non sono ancora state ufficializzate. Va detto però che la mobilitazione in atto in queste settimane per opporsi al trasferimento del reparto, nasce da una proposta che il direttore generale del Poma Stucchi ha fatto, seppur senza nessun crisma di ufficialità, durante un recente vertice dell’azienda ospedaliera. Insomma, una voce o poco più, comunque mai confermata, che ha scatenato una dura reazione da parte di politici e cittadini. Fonti vicine all’ospedale dicono che l’idea di Stucchi sarebbe quella di creare un nuovo polo unico a Mantova, unendo la cardiochirurgia agli specialisti oggi a Bozzolo. Una cosa è certa: la questione ospedale è molto sentita a Bozzolo. Da ieri il dibattito si è allargato anche alle province limitrofe. L’ex sindaco di Spineda e parlamentare Giuseppe Torchio, ha presentato alla provincia di Cremona un’interrogazione per chiedere di «intervenire pubblicamente e concretamente contro l’ipotesi di chiusura .. «E’ un servizio prezioso per tutta l’area casalsco-viadanese - prosegue Torchio - e una modifica allo stesso avrebbe ripercussioni gravi e serie sul bilancio dell’Ospedale Oglio Po». Su convocazione del sindaco di Bozzolo Anna Compagnoni, inoltre, martedì si è svolto un consiglio comunale straordinario, urgente e aperto al pubblico con un unico punto all'ordine del giorno: la mozione urgente dei gruppi consiliari siu questo tema.. il sindaco aveva invitato i colleghi della zona, i consiglieri provinciali e regionali, che hanno accettato l’invito. Da lì la decisione di Bottari e Pavesi di presentare un’interrogazione in Regione. La richiesta: chiarezza subito sul presidio. I cittadini intanto in campo con una raccolta firme.
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