Pienone e contestazioni al consiglio sull’ospedale. L’assessore regionale conferma la riorganizzazione
Nebbia e contestazioni non fermano l’assessore.La chiama riorganizzazione, alla parola tagli si innervosisce, ma il senso è questo. E i giochi sembrano già fatti. Per l’ospedale di Bozzolo il destino è segnato. L’assessore alla sanità Luciano Bresciani lo ha detto a chiare lettere, con l’aiuto di pirotecniche slide , al consiglio comunale aperto chiesto dalla minoranza per avere risposte sul presidio sanitario che sta a cuore a tutto l’Oglio Po. A testimoniarlo la sala civica gremita di ieri sera, oltre agli amministratori e ai consiglieri di Bozzolo, i vertici dell’Asl e del Poma, il Gotha della sanità cremonese, i sindaci di Casalmaggiore e Viadana, l’onorevole del Pd Marco Carra, l’assessore regionale Carlo Maccari e i consiglieri Giovanni Pavesi e Claudio Bottari. Bresciani, accompagnato da costanti contestazioni verbali, si è più volte interrotto e ha ripreso la parola. Ad aprire il consiglio il sindaco di Bozzolo Anna Compagnoni che si è detta molto preoccupata per l’ospedale e ha chiesto rassicurazioni per il futuro. Bresciani ha precisato che si tratta di una redefinizione, per cui tra quattro mesi si farà il punto. In sostanza, ha spiegato, gli attuali 34 posti letto di Bozzolo erano intermedi tra malati acuti e subacuti. Di questi 20 vengono considerati acuti e vanno a Mantova nella più attrezzata cardiorespiratoria, mentre a Bozzolo vengono attivati 25 nuovi posti letto per subacuti. Per Bresciani di fatto il reparto di Bozzolo era già per subacuti, perché non è dotato di attrezzature specifiche necessarie. In tutta la provincia i subacuti sono trenta. L’assessore, tacciato più volte dal pubblico di «arroganza», ha parlato di un piano socio-sanitario regionale che ha come obiettivo lo sviluppo. Ha assicurato, tra la diffidenza generale, che il piano è stato messo a punto dopo aver consultato la comunità.
da gazzetta di mantova
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