sabato 26 novembre 2011

Fondazione Don Mazzolari

Don Mazzolari, i 30 anni della fondazione
Oggi le celebrazioni a Bozzolo. Intanto l’editrice Chiarelettere pubblica una raccolta di scritti di don Primo

Don Primo Mazzolari, oggi, a cinquantadue anni dalla morte, ma nel continuo riconoscimento dell'attualità del suo messaggio cristiano e sacerdotale.
Chiarelettere editrice ha considerato per la sua collana di instant book una selezione di scritti di don Primo, pubblicandole con il titolo "Come pecore in mezzo ai lupi" e affidandone la prefazione a don Virginio Colmegna, altro prete di frontiera, presidente della milanese Casa della Carità.
E lo stesso Colmegna dialogava intorno al libro con Corrado Augias giovedì 24 novembre scorso, nello spazio televisivo di Rai3 "Le storie. Diario italiano".
«Chiarelettere - aggiunge don Bruno Bignami, presidente - si è rivolta alla Fondazione don Mazzolari nella scelta dei materiali. Importante che una casa editrice laica abbia deciso di pubblicare don Primo, contribuendo così alla circolazione del suo pensiero in tutte le librerie, mentre in anni passati era assai più limitata».
La Fondazione, custode a Bozzolo del patrimonio di memorie di Mazzolari, festeggia questo pomeriggio (alle sedici alla Casa della Gioventù, in piazza Mazzolari) i suoi primi trent’anni di attività con il sindaco Anna Compagnoni, con Giuseppe Giussani presidente onorario, con don Bruno Bignami presidente in carica e con il professor Angelo Rescaglio. Intermezzi di musiche al flauto di Ester Mutti e di letture mazzolariane con gli attori Walter e Roberta Benzoni.
Infine la messa, presieduta da don Bignami.
Dal 1969, la salma di Mazzolari è stata collocata nella parrocchiale di San Pietro, in una tomba realizzata su bozzetto del grande scultore Giacomo Manzù.
Avviene da allora che l'omaggio a don Primo sia continuo, un vero e proprio pellegrinaggio, da ogni parte d'Italia.
«E non solo d'Italia - precisa in proposito Giancarlo Ghidorsi, segretario della Fondazione - come documentiamo nella nostra rivista Impegno, che esce ormai da ventun anni. L'affluenza è stata particolarmente intensa dal 2009, per il cinquantenario della morte e continuata nel 2010».
Nel nutrito elenco delle visite, accanto a quelle di provenienza più vicina (Cremona, Brescia), gruppi da Chieti, Milano, Reggio Emilia, Agrate Brianza, Vicenza, Thiene.
«Dopo l'omaggio alla tomba - dice don Bignami - dove li accolgono don Gianni Maccalli e don Gabriele Barbieri, passano allo studio in canonica e quindi in Fondazione per entrare nella memoria di don Primo, cioè i libri, le testimonianze, i materiali visivi, l'archivio».
Un archivio con sedicimila pezzi catalogati.
Ma non può che sorprendere il susseguirsi dei convegni, incontri, letture, rappresentazioni teatrali comunque dedicati a don Primo durante il 2011.
Si va da Cremona a Canegrate, da Gussago a Viadana, da Casalmaggiore a Bornato, da Bolzano a Brescia, a Savona. Sabato 26 novembre, a Concesio, il paese natale di Paolo VI, un testo tratto da "La più bella avventura", libro di Mazzolari.
Già in programma per il 14 aprile 2012 nella biblioteca di Verolanuova, il convegno celebrativo del centenario dell'ordinazione sacerdotale di don Primo, ricevuta nella parrocchia di San Lorenzo del paese bresciano. Ci saranno vescovi, teologi, giornalisti e, naturalmente, la Fondazione.
Alla domanda quale significato può avere oggi pubblicare, come ha fatto Chiarelettere, gli scritti di don Primo si può trovare anche questa sua risposta: «Chi ha molto, chi ha troppo, chi ha senza merito deve pagare, anche per farsi perdonare quello che ha in modo non pulito. Ma quale partito oggi in Italia ha il coraggio di predicare che bisogna pagare le tasse?».
Va detto che risale al 1946.
Renzo Dall’Ara

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