
A poco più di una settimana dall’improvvisa scomparsa del presidente Sergio Cattelan, Confagricoltura ha sciolto il nodo del successore, anche se solo pro tempore. La giunta ha deciso di affidare il comando dell’organizzazione ad Andrea Pagliari, titolare di un’azienda lattiero-casearia che produce quarantamila quintali di latte all’anno nelle campagne di Bozzolo. A dire il vero più che l’esecutivo a scegliere è stato lo statuto di Confagricoltura che prevede, in caso di morte del presidente, la promozione del più anziano tra i suoi vice. E così tra Pagliari, quarantanove anni, e Matteo Lasagna, trentasette, il dubbio si è risolto in favore del primo senza margine per equivoci o incomprensioni.
Dentro all’organizzazione il clima è di collaborazione: tutti stretti per superare il momento di difficoltà che si è aperto con il dramma della perdita di Cattelan. Ma è chiaro che lo spirito di squadra non fa evaporare del tutto la voglia e l’ambizione personale di chi ha legittime speranze di salire nelle gerarchie di via Fancelli. Resta però da capire quando si aprirà la fase del rinnovamento, perché i vertici di Confagricoltura non hanno ancora deciso se portare gli associati all’assemblea anticipata o lasciare Pagliari alla presidenza per un anno e mezzo. Tanto manca, infatti, alla scadenza naturale del triennio che si era avviato con il voto di inizio 2010 che aveva regalato la conferma a Cattelan nella sfida con Massimo Lorenzi.


